Monday, November 28, 2005

 

La tigre e la neve


A proposito di neve....il film di Benigni da poco uscito nelle sale riesce a rendere poetica e divertente la desolante Bagdad in pieno peiodo di guerra. Il film non raggiunge l'esilarante Johnny Stecchino ma ricorda La vita è bella soprattutto per la contrapposizione di due eventi costitutivi della storia umana Amore e Guerra. Il tutto messo in scena con grande abilità e girato nella vera Bagdad. La Braschi risulta un pò pesante, ma oltre a essere parte caratterizzante del personaggio esalta la comicità di Benigni. Condimenti: tradizioni arabe di ieri e di oggi, ironia frizzante e poesia.
Voto: 8.

Thursday, November 17, 2005

 

Giochi per gli ospiti

Martedì 22 novembre 2005, alle ore 19, la Galleria Antonio Battaglia inaugura la mostra collettiva dal titolo “Giochi per gli ospiti”, che raccoglie lavoridi Leonardo Pivi, Marco Prestia e Antonio Riello.La mostra porta un titolo in parte mutuato dal famoso "Cortesie per gli ospiti",di Ian McEwan (Einaudi, 1983). Il dato comune è individuabile nel tono ironico, ma al contempo piuttosto duro, che appartiene tanto al romanzo quanto ai lavori esposti in mostra.Dalle armi in ceramica di Riello, alle copertine di settimanali e quotidianiriprodotte come micormosaici di Pivi, fino alle scenette di Prestia in cuiil suo famoso presonaggio-muppet è sottoposto alle cure mediche del caso,GIOCHI PER GLI OSPITI ci mostra un'arte che manipola e altera oggetti e immaginidel quotidiano, restituendoli ad una pura dimensione immaginativa.

Tuesday, November 08, 2005

 

ALE E JERRY in diretta sulla RADIO



Domani dalle 21:30 alle 23:30 prove tecniche di diretta sulla Radio.
per contatti messanger in diretta fralogic@hotmail.com

Friday, October 21, 2005

 

Grattaceli di New York e statua di Buddha abbattute dai Talebani in 3.600 metri quadrati in mezzo alle campagne di Brugherio




rockpolitik
" L'Autore Andrea Scrosati": si e` lavorato per mesi fino a dodici ore al giorno"


Tra i grattacieli di New York e il ponte di Brooklin, Chinatown e le statue di Buddha abbattute dai Talebani in Afghanistan, Celentano e` passato, all'interno degli ex capannoni Aermacchi, dalle canzoni ai monologhi, in compagnia di una cinquantina di figuranti che, per circa due ore, hanno reso la scenografia viva.''Un allestimento così -sottolinea Scrosati illustrando nel dettaglio la scenografia-solo la Rai lo puo' garantire, grazie soprattutto al livello professionale dei suoi tecnici e delle sue squadre che per mesi hanno lavorato fino a 12 ore al giorno''. La scenografia parte dal ponte di Brooklin sotto il quale prende posto il pubblico (circa 450 invitati) che segue la trasmissione oltrechè in diretta anche attraverso due maxischermi ai lati degli studi e più di 50 diffusori acustici distribuiti sulle gradinate. Appena superato il ponte americano, sulla sinistra un palco dove prende posto la band di Celentano, composta da 32 elementi e 5 coristi, con il fido batterista del Clan Gianni Dell'Aglio e la sua tradizionale batteria con l'immagine di Gesù. Di fronte, sul lato destro, un altro spazio musicale per il 'molleggiato' e gli ospiti. Tornando a percorre questo cammino metropolitano, ci si imbatte poi in un angolo di Chinatown con tanto di figuranti dagli occhi a mandorla occupati chi a cucire scarpe da tennis, chi a riparare biciclette.La scenografia termina con una galleria abbandonata di una ferrovia ormai in disuso alle spalle della quale si stagliano i grattacieli newyorkesi sui quali, con un abile gioco di luci e suoni, si puo' scatenare un furioso temporale, con tanto di lampi e tuoni, oppure un radioso tramonto. Sul costo complessivo, sia dell'allestimento scenografico che degli ingaggi, è top secret anche se, svela Scrosati, i 125 mila euro a spot e i 425 mila garantiti dalle telepromozioni coprono abbondantemente il costo dell'intera operazione.''Una operazione che -spiega ancora Scrosati- puo' fare da apripista ad altre reti e programmazioni. Una cosa così non è mai stata realizzata in Italia e questo non puo' che essere uno stimolo per altri''.
Undici milioni e 649mila spettatori, con il 47,19% di share. E' il risultato record di ascolti fatto registrare ieri su Rai1 dalla prima puntata ''Rockpolitik'', il programma di Adriano Celentano. La trasmissione e' tra le piu' viste della storia della televisione e ha battuto anche il precedente record di Celentano fatto registrare dal suo precedente show su Rai1.
COMMENTO in trasmissione di Michele Santoro:
" W LA LIBERTA` D'ESPRESSIONE ! ! !"
COMMENTO prevenuto di Fabrizio del Noce: "Siamo alla vigilia delle elezioni e i nervi sono più scoperti da parte di tutti!
La libertà editoriale concessa a Celentano, rappresenta un'anomalia assoluta, mai vista in tutte le reti Rai.
Sto valutando la possibilità di chiedere un'autosospensione dai miei doveri di direttore per quanto riguarda lo show: se non posso esercitare il controllo editoriale, sono di fatto già autosospeso. Vorrei sapere, infatti, chi vigila in questo caso. Per quanto mi riguarda, si potrebbe anche eliminare in quelle ore il marchio di Raiuno all'angolo dello schermo».
COMMENTO di Giulia Marini: COMPLIMENTI MOLLEGGIATO ! ! !

Thursday, October 20, 2005

 

Omaggio a Folon

Monday, October 03, 2005

 

PRESIDENTE BERLUSCONI ????!!!!



"Qualsiasi taglio ai finanziamenti alla cultura è inaccettabile, in quanto impoverisce tutto il Paese."Così le industrie cinematografiche dell'Anica e dell'Api reagiscono al cospicuo taglio al Fondo Unico per lo spettacolo che si prospetta nella Legge Finanziaria 2006 che, dopo essere stata varata dal Consiglio dei Ministri, passerà al vaglio del Parlamento."Il taglio al FUS uccide qualsiasi prospettiva di crescita e di rilancio per le aziende del settore, che versano già da tempo in una crisi profonda, con gravi ripercussioni sul piano occupazionale. Si mortificano così i livelli produttivi e gli spazi di mercato del prodotto italiano, a vantaggio dei prodotti non nazionali. Il Presidente Berlusconi dice che la coperta è corta, ma qui il finanziamento alla cultura si è ridotto ad un fazzoletto".Il taglio al FUS dovrebbe aggirarsi intorno ai 164 milioni di euro l'anno, per i prossimi tre anni, per portare così il finanziamento del FUS a meno di 300 milioni di euro l'anno. Al cinema, a cui erano riservati complessivamente 84 milioni di euro ogni anno, si arriverebbe a destinare poco più di 50 milioni di euro: la Francia investe circa dieci volte tanto.
"Con la Finanziaria appena presentata lo spettacolo italiano sta andando incontro ad un taglio delle risorse pubbliche di almeno il 40%, tra decurtazioni al Fondo unico (Fus) e riduzione della quota dei proventi del Lotto destinata al settore". Questa la denuncia del presidente dell'Agis, Alberto Francesconi, sui contenuti della Finanziaria per il 2006. "Il Fus scende dagli attuali 464 milioni, già largamente insufficienti, a soli 300, con previsioni ancora peggiori per gli anni successivi. Nell'ipotesi sciagurata che il Parlamento approvasse un taglio di queste dimensioni - continua il presidente dell'Agis - verrebbe semplicemente messa fuori mercato gran parte delle aziende che operano nelle varie attività di spettacolo, con riflessi pesantemente negativi sui circa 200 mila lavoratori del settore, compresi quelli del vasto indotto che dallo spettacolo trae alimento".Per far fronte alla situazione l'Agis sta mobilitando tutte le attività associate "che saranno chiamate a manifestare il loro aperto dissenso" e cerca di convincere il ministro Buttiglione, il governo, e i rappresentanti di maggioranza e opposizione, che "si sta imboccando una strada senza ritorno che porta alla demolizione della nostra industria culturale". Francesconi ha inoltre reso noto che l'Agis ha elaborato negli ultimi mesi un realistico e innovativo progetto di riforma del Fondo Unico dello spettacolo che "si accinge a presentare e che, se accolto, consentirà di ottenere contemporaneamente un congruo aumento del Fus e un significativo contenimento dell'impegno economico dello Stato".
Sono 6 i film che hanno ottenuto il riconoscimento di opere prime d'interesse culturale da parte della Sottocommissione cinema nella seduta del 15 settembre. Le pellicole che riceveranno il contributo statale sono: Lascia perdere Johnny di Fabrizio Bentivoglio, prodotto da Fandango, Nodi di Stefano Coletta (A.S.P.), Maddalena di Massimiliano Mancini (Cinetea), Agente matrimoniale di Cristian Bisceglia (Dharma 3), Notte prima degli esami Fausto Brizzi (I.I.F.) e 16 lune di Chiara Caselli (Downtown Pictures).Tra i bocciati Laura di Rimini, esordio di Carlo Lucarelli insieme a Fabio Sabbioni, e Keawe di Valerio Binasco.

Tuesday, September 27, 2005

 

Riscoprire Caravaggio

Narciso


Ci sono geni in grado di cambiare il corso della storia ed il modo di vedere le cose per l’intera umanità. Spesso restano a lungo incompresi, come Caravaggio, per secoli considerato un pittore minore. Eppure a lui si devono i massimi risultati della pittura figurativa italiana, ossia di tutta la storia dell’arte: se Giotto ha introdotto l’espressione dei fatti, Masaccio la forza rappresentativa della prospettiva, Leonardo il naturalismo del chiaroscuro e Tiziano l’emozione del colore vivo, Caravaggio ha messo tutto insieme e ottenuto il vertice massimo della rappresentazione della realtà, ossia delle persone, delle cose e dei sentimenti illuminati dal nostro sguardo.
L’ha fatto con almeno cinque novità. Abbandonando secoli di tradizione pittorica toscana basata sul disegno e sulla copia dai classici (peraltro al suo apice manierista proprio mentre lui si formava), è stato il primo a ritrarre dal vero gente della strada: romanacci addobbati da angeli pasoliniani (come l’Amor vincitore di Berlino) o prostitute dai capezzoli turgidi in veste di Giuditta (Palazzo Barberini a Roma), e peraltro riciclate ripetutamente per incarnare varie Madonne (quella del Serpe in Galleria Borghese) e Sante (Caterina a Madrid) per la prima volta nella storia dell’arte come donne davvero bellissime.
Nella foga di ritrarre la realtà è stato il primo a dipingere direttamente sulla tela, senza disegnare: qualche veneziano l’aveva forse fatto prima nei ritratti (e forse nella città dei coloristi Caravaggio si fermò da giovane), ma mai nelle grandi composizioni a più personaggi (come per Caravaggio a San Luigi dei Francesi o nelle opere napoletane), sotto le quali moderne analisi radiografiche mostrano la totale assenza di disegno.
Questa innata genuinità lo conduceva ad altre due innovazioni di portata tanto ovvia oggi quanto immensa allora, specialmente da parte di un giovane poco famoso: mentre quasi tutta la pittura del tempo si concentrava su personaggi religiosi o mitologici, alla fine del ’500 Caravaggio inventava la scena di genere e la natura morta, che diventeranno i soggetti principe della pittura europea del secolo successivo (quanto vicino è Vermeer a La Buona Ventura del Louvre!!). Manca ancora l’innovazione più importante: introduce la luce nei quadri, come fonte reale (una candela, una finestra aperta da cui entra un raggio di sole,..) che illumina le azioni ed anche i pensieri. Come in quello che io considero il suo capolavoro: la Cattura di Cristo di Dublino. Di qui partiranno, oltre a una folta schiera di notevoli seguaci, anche il più grande pittore olandese, Rembrandt, il più grande pittore fiammingo, Rubens, ed il più grande pittore spagnolo, Velàzquez: nessuno di loro sarebbe esistito senza la lezione del Caravaggio.
Nonostante ciò il pittore milanese (il paese Caravaggio è a due passi da Milano) resterà poco conosciuto, fino alla riscoperta da parte di Roberto Longhi all’inizio del ’900, una riscoperta che ha cambiato il modo di vedere la storia dell’arte. Su di lui, il genio del Longhi ha scritto le pagine più belle e organizzato oltre mezzo secolo fa a Milano la mostra della consacrazione. Oggi Caravaggio torna in mostra a Milano. Delle pagine del Longhi, invece, non esiste nemmeno una misera ristampa in vendita.

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